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IL CROCO:
è
dagli stimmi dei suoi fiori che si ricava lo zafferano. Il nome deriva
dal greco kròkos (filamento), in
riferimento proprio a tali stimmi.
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Lo zafferano ama il sole e il suo giallo lo
simboleggia: il giallo è, infatti, il colore dell' abbondanza, della salute, della gioia, della bellezza e
della vitalità.
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Una leggenda greca narra che Croco era il nome di un bel giovane
amato dalla ninfa Smilace.
La disperazione della ninfa, in seguito alla morte tragica di Croco,
impietosì a tal punto gli dei, che essi trasformarono l'anima
del mortale in un
meraviglioso fiore.
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| COME
UN TEMPO |
Lo
zafferano è la spezia più costosa al mondo; ciò è dovuto alla
laboriosità della sua coltivazione, che
non è stato possibile mutare, dal Medioevo ad oggi: si arricchisce il
terreno con materiale organico; si impiantano i bulbi a mano; si
attendono dal cielo le piogge di settembre; a Ottobre si raccolgono i fiori ancora chiusi,
che vengono poi distaccati e posti in un cesto. Una volta raccolti, i fiori
vengono privati degli stimmi, i quali devono essere posti in un setaccio posto sulla
brace, per essere tostati.
Questa è la fatica necessaria, per produrre un prodotto di un altro tempo.
Fin da quando esiste lo zafferano, è esistita la
sua
sofisticazione.
Nel 1400 i commercianti tedeschi, scoperti a vendere zafferano
adulterato, venivano bruciati al palo insieme alla loro mercanzia.
N.B. Oggi,
se volete
gustare questa spezia, badate a non cercatela in
un supermercato.
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lo zafferano in cucina
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Una leggenda
narra che lo zafferano fu introdotto per la prima volta, in cucina,
nel 1574. Un pittore della fabbrica del Duomo, che preferiva i colori del
vino a quelli della tavolozza, aveva un garzone soprannominato
"Zafferano" , perché usava mescolare questa polvere ai colori per
renderli più vivi. Il maestro, un giorno, lo prese in giro dicendo che
avrebbe finito per metterla anche nei cibi.
Zafferano lo prese in parola e durante il matrimonio della figlia di uno
"spaccaprè" del Duomo, portò in tavola uno strano risotto
giallo che stupì, non solo per il colore inusitato, ma anche per il
gradevolissimo sapore.
Così nacque il risotto allo
zafferano, meglio conosciuto come "risotto alla milanese".
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la ricetta del mese:
risotto alla milanese
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Mettere
in una casseruola 100 gr di burro e la cipolla affettata; a fiamma
moderata lasciare rosolare la cipolla e
versare il riso; tostare il tutto per alcuni minuti; unire il
vino e, sempre girando, farlo sfumare. Aggiungere brodo al riso a mano a
mano che viene assorbito, continuare a rigirare facendo cuocere il riso a fiamma vivace,
fino a portarlo a cottura completa. Aggiungere il sale. Prima di togliere il riso dal fuoco, aggiungere lo
zafferano (1/10
di grammo) sciolto in due dita di brodo, il formaggio e incorporare al risotto la
rimanente parte di burro.
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Ingredienti
per 4 persone.
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400 g di riso |
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150 g di burro |
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1,5 l di brodo di manzo |
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1 cipolla affettata |
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zafferano |
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mezzo bicchiere di vino bianco secco |
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40 g di grana |
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fra curiosità e bellezza
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Citata
nel papiro di Eberes, nel Cantico dei Cantici e nell' Iliade, questa
spezia non è stata apprezzata solo per il suo sapore unico, l' aroma
caratteristico, il colore distintivo e le sue numerose
proprietà:
per i greci, infatti, lo zafferano ha rappresentato anche bellezza,
passione e amore; i romani lo utilizzavano per preparare filtri d'
amore; le signore della corte di Enrico VII,invece, lo utilizzavano per
tingere i capelli; Cleopatra lo utilizzava per dare un colore dorato alla sua pelle...per sapere
come.. |
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Uso terapeutico dello zafferano
| Ippocrate, Teofasto, Galeno, Paracelso ed altri alchimisti lo hanno considerato
come stimolatore dell' appetito, come regolatore intestinale e come
calmante. Noto anche per le proprietà afrodisiache e stimolanti. Ha
trovato applicazione perfino nei preparati contro la peste. Continua
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